Passione Italiana
 Die Leidenschaft für süditalienische Lebensart
UMBRIA - Cuore verde d'Italia

Nel 2023, dal 29 aprile al 6 maggio, avrà luogo il prossimo viaggio in italiano: Umbria - Cuore verde d'Italia.

In Umbria non c'è il mare, non ci sono le spiagge e neanche la riviera, ma il Cuore verde d'Italia ha molte cose belle da mostrare. Colline coperte di boschi e ulivi che si specchiano nelle acque del lago Trasimeno. Poi lo spettacolo delle Cascate delle Marmore, le più alte d'Europa, è incredibile. E ancora città affascinanti come Perugia ed Orvieto. E da non dimenticare, Assisi e S. Francesco  e altri luoghi, forse meno famosi, ma di grande spiritualità come l'Abbazia di San Pietro in Valle... E perchè no? Anche un salto nel Lazio, a Civita di Bagnoregio, la città che muore... 

Attenzione: il programma che segue è in fase di elaborazione e può subire delle modifiche!

P R O G R A M M A

Sabato, 29 Aprile 2023
Partenza (con la Lufthansa) da Norimberga alle 8:35 (volo LH 145) ed arrivo a Francoforte alle 9:20. Partenza da Francoforte alle 10:45 (volo LH 232) e arrivo a Roma (aeroporto di Fiumicino) alle 12:35.
Dall’aeroporto di Roma partenza con “bus privato” alla volta del nostro albergo, l'Abbazia San Pietro in Valle, che si trova immerso nella verde Valnerina tra la Cascata delle Marmore e Spoleto, dove si prevede di arrivare nel primo pomeriggio. Sistemazione nelle camere. Alle 16:30 segue la visita dell'adiacente chiesa dell'Abbazia benedettina di S. Pietro in Valle.

Narra la leggenda che il duca longobardo di Spoleto, Faroaldo, recatosi a caccia nella Valnerina, si riposò dalle fatiche del viaggio e, mentre dormiva, gli apparve in sogno San Pietro, il quale gli intimò di costruire un’abbazia nei luoghi dove vivevano da eremiti due monaci siriaci, Lazzaro e Giovanni. La leggenda non chiarisce se si trattasse di Faroaldo I, il fondatore del ducato di Spoleto, probabilmente vissuto nello stesso periodo dei due eremiti, o Faroaldo II il santo, che guidò il ducato all’inizio dell’VIII secolo. Presumibilmente, anche se non si possono avere certezze, fu Faroaldo II ad erigere l’abbazia di San Pietro in Valle nei luoghi in cui i due eremiti si erano stabiliti, facendo loro numerose donazioni.
L’edificazione dell’abbazia di san Pietro in Valle ebbe grande importanza dal punto di vista spirituale, in quanto divenne rapidamente l’abbazia principale del ducato di Spoleto: inoltre ebbe grande importanza anche dal punto di vista politico, dato che i duchi longobardi affidarono ai monaci, che erano le persone di maggior cultura dell’epoca, larghe zone da amministrare.
Il complesso benedettino che possiamo ammirare oggi risale al 996-1016, mentre il campanile di 5 piani si fa risalire al 1200. All'interno della chiesa, lungo la navata centrale, si trova un ciclo di affreschi considerati tra i più importanti tra quelli di cultura bizantina-longobarda, che presenta scene dal vecchio e dal nuovo testamento.
La serata si conclude con la cena nel ristorante Alloro presso il nostro Hotel.


Domenica, 30 Aprile 2023
Dopo la colazione  prendiamo l'autobus per andare a visitare la Cascata delle Marmore, una delle più famose d’Italia e tra le più alte in Europa. Si trova nella Valnerina, a poca distanza da Terni, inserita all’interno del Parco Regionale Fluviale del fiume Nera. Sapevate che la costruzione della Cascata delle Marmore risale al 271 a.C. ad opera dei Romani, per bonificare un’area paludosa nelle vicinanze del Fiume Nera? Si tratta di una formidabile opera di ingegneria realizzata per favorire il deflusso delle acque del fiume Velino che straripavano sui terreni circostanti creando zone di acque stagnanti, paludose e nocive per la salute.
Per ammirare i salti della Cascata è possibile entrare da due diversi punti: il Belvedere Inferiore e il Belvedere Superiore. Il Belvedere Superiore, che si trova alla fine dell’omonimo paese di Marmore sulla strada che porta a Piediluco, offre una vista spettacolare del primo salto, mentre dal Belvedere Inferiore sulla strada che conduce in Valnerina è possibile avere una panoramica totale della Cascata e ammirarla in tutta la sua maestosità. Noi percorreremo un sentiero panoramico che collega i due punti di accesso.

Il nostro pranzo è previsto in un luogo incantevole: il lago di Piediluco, non lontano dalla Cascata delle Marmore, nel ristorante Baraonda, che si trova direttamente sulle sponde del lago. Dopo il pranzo comincia la nostra escursione in barca sul lago per ammirare il suggestivo paesaggio.

La nostra giornata si conclude con la visita di un luogo molto singolare: il Museo delle Mummie che si trova a Ferentillo, un tipico borgo umbro della Valnerina incastonato in una gola, che è “spezzato” dalle fredde acque del fiume Nera in due piccoli centri abitati, Precetto e Matterella.
La chiesa di S. Stefano che ospita il museo propone ai visitatori meno suscettibili uno spettacolo inimmaginabile! La scritta sopra la porta d'ingresso recita: «Oggi a me, domani a te / Io fui quel che tu sei / tu sarai quel che io sono / pensa mortal che il tuo fine è questo / e pensa pur che ciò sarà ben presto».
Il casuale ritrovamento delle mummie è dovuto a dei frati durante i lavori di consolidamento della chiesa, dopo l'editto di Saint Cloud del 1871 proclamato da Napoleone, per riesumare i corpi sepolti nelle cripte e seppellirli nei cimiteri fuori le mura.
Le mummie sono state studiate dai più grandi esperti di fama mondiale! Si pensa che il microclima e i sali minerali contenuti nella terra che ricopriva i corpi abbiano contribuito fortemente all'essiccamento delle cellule lasciando i tessuti intatti. Di notevole impatto sono le mummie dell' “Impiccato”, quella degli “Sposi Cinesi” e del “Sacrestano innamorato”.

Dopo questa particolare visita risaliamo in autobus per ritornare al nostro albergo. Cena nel ristorante Alloro presso il nostro Hotel.

 

LUNEDÌ, 1° MAGGIO 2023

Questa mattina, in autobus, attraversiamo la Valnerina in direzione nord per andare a visitare una tra le più affascinanti città d'arte dell'Umbria: Spoleto. Importante centro fortificato degli Umbri, fu colonia romana e poi municipio (90 a.C.). Dopo la caduta dell'Impero Romano fu presidiata prima da Teodorico, re dei Visigoti, e poi dal bizantino Belisario. Espugnata da Totila fu riedificata dal bizantino Narsete.
Nel periodo altomedievale fu capitale del Ducato longobardo. Nel 1155 fu conquistata e distrutta da Federico Barbarossa e, dopo una serie di lotte tra guelfi e ghibellini, fu riconquistata dal Cardinale Albornoz che la assicurò alla Chiesa e ne fece un importante centro dello Stato Pontificio. Il governo del Papato, salvo la parentesi napoleonica, durò fino a quando Spoleto si unì al nuovo Stato Italiano.
La nostra guida locale ci aspetta per farci visitare il centro storico con i suoi palazzi e monumenti storici tra cui non può mancare il Duomo di Santa Maria Assunta, il maggiore monumento cittadino. Eretto in forme romaniche nel XII secolo, ha subito interventi successivi con l'aggiunta di un portico di stile rinascimentale. Sulla facciata è ornato da un grande mosaico bizantineggiante (1207). All'interno conserva un affresco con Madonna e Santi del Pinturicchio, il busto in bronzo di Urbano VIII del Bernini e uno straordinario ciclo di affreschi di Filippo Lippi.
Di grande effetto scenografico è la vista che si offre dalla Via dell'Arringo verso Piazza del Duomo. “Arringo” significa “campo della giostra”, ma anche “luogo di riunione”.
Per conoscere la “Spoleto romana” non può mancare una visita al Teatro Romano e alla Casa Romana. Il Teatro Romano (I sec. a.C.), divenuto chiostro di un monastero benedettino nel 1395, è stato riportato alla luce solo nello scorso secolo. Oggi è inserito nel complesso che ospita il Museo Archeologico Statale ed è ancora utilizzato per balletti e spettacoli.
La Casa Romana è un esempio di abitazione signorile della prima età imperiale; lo stile degli affreschi, dei mosaici e il tipo di muratura collocano la Casa Romana nel I secolo d.C.. La sua posizione privilegiata, in prossimità dell’antico Foro Romano - l’attuale Piazza del Mercato - e la ricchezza degli elementi decorativi lasciano supporre che il proprietario fosse un personaggio di rilievo dell’epoca.
Durante gli scavi venne trovata un’iscrizione dedicata all’imperatore Caligola e firmata da una […] Polla; da qui l’ipotesi che la casa appartenesse a Vespasia Polla, madre dell’Imperatore Vespasiano, originaria della zona tra Norcia e Spoleto.
Gli ambienti della domus conservano dei bellissimi mosaici pavimentali e presentano lo schema architettonico tipico delle case patrizie in voga tra la fine dell’età repubblicana e l’inizio di quella imperiale.
Di particolare interesse a Spoleto sono anche il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto e il Ponte delle Torri.
Il museo, che si trova all'interno della Rocca Albornoziana, nella parte alta del centro storico di Spoleto, nasce per documentare la storia del Ducato, nato grazie ai Longobardi, popolazione germanica che ruppe l'unità politica della penisola italiana nel VI secolo d.C.. Oggi, con il progressivo recupero degli ambienti e dei dipinti murali che ancora ne ornano le pareti, il complesso ha finalmente ritrovato il suo fascino primitivo dopo essere stato per lungo tempo utilizzato come carcere.
Il museo propone un interessante documento di conoscenza del territorio spoletino dal IV al XV secolo e contemporaneamente illustra, tramite pannelli, la bellezza degli ambienti affrescati in cui le opere sono esposte.
Il Ponte delle Torri invece è un'imponente struttura in pietra calcarea locale lunga circa 230 metri ed alta 80 che congiunge colle Sant'Elia al Monteluco. Ci si arriva da piazza Campello percorrendo via del Ponte che costeggia il muro di cinta della rocca albornoziana. Non si hanno notizie certe riguardo la sua edificazione, avvenuta molto probabilmente tra il XIII ed il XIV secolo.
Il Ponte delle Torri ha sempre affascinato viaggiatori ed importanti personaggi storici; da qui è possibile godere di uno splendido panorama sul Monteluco, il Bosco Sacro.
Nel pomeriggio, prima di lasciare Spoleto, visitiamo la chiesa di San Ponziano, che fa parte di un complesso monastico comprendente un monastero, abitato dalle Canonichesse regolari lateranensi di Sant'Agostino. L'intero complesso, che è intitolato a San Ponziano, patrono della città, sorge al di fuori della cinta urbana di Spoleto, a poca distanza dal cimitero e dalla chiesa di San Salvatore, lungo la strada che porta a Colle Ciciano, fra boschi ed oliveti, secondo la tradizione sul luogo dove fu sepolto San Ponziano dopo il martirio o dove rotolò la sua testa tagliata. Di certo il luogo già all’epoca era un’area cimiteriale paleocristiana.
Adesso è il momento di andare a visitare uno dei luoghi più affascinanti dell'Umbria: il Tempietto del Clitunno. Si tratta di un piccolo sacello a forma di tempio, considerato uno tra i più interessanti monumenti altomedievali dell'Umbria. È tra i sette gioielli dell'arte e dell'architettura longobarda in Italia che sono stati di recente inseriti nella prestigiosa lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco.
Tra gli elementi più attraenti della visita vi è la suggestiva posizione, già descritta da Plinio il Giovane come un luogo coperto da "antichi e ombrosi cipressi ai cui piedi scaturisce una fonte che forma un laghetto".
L'edificio, che riutilizza elementi architettonici di età romana pertinenti forse alle strutture di un precedente santuario intitolato al dio Clitumnus (divinità identificata con Giove), ha la forma di un tempietto classico: poggia su alto podio con fronte costituita da quattro colonne corinzie (pronao tetrastilo) che sorregge la trabeazione su cui corre l'iscrizione che dedica la chiesa al "Dio degli angeli".
Dopo aver completato la visita del Tempietto di Clitunno ritorniamo in autobus in albergo. Segue cena nel ristorante Alloro presso il nostro Hotel e pernottamento.


MARTEDÌ, 2 MAGGIO 2023

Dopo aver fatto colazione in Hotel e successivo check-out prendiamo l'autobus per fare un salto nel Lazio. In effetti la nostra prossima tappa è il più antico parco di sculture del mondo moderno. Si tratta di uno dei giardini italiani più interessanti ed enigmatici del Manierismo, il Sacro Bosco di Bomarzo, oggi conosciuto con il nome di Parco dei Mostri.

Pier Francesco Orsini, detto Vicino, lo realizzò a partire dalla metà del XVI secolo e concluse la prima parte dei lavori già nel 1552. Vicino, signore di Bomarzo sino al 1581, fece scolpire le rocce sul posto, animandole e dandogli forme, a volte minacciose e a volte suadenti, di oniriche creature. L’elemento più conosciuto è la cosiddetta “bocca dell’inferno”.
Secondo i racconti, il bosco sarebbe dedicato ad un grande amore, la moglie, fino a dedicarle alla sua morte il cosiddetto Tempio, che si trova su una piccola altura all’interno del parco.
La nostra guida ci condurrà attraverso questo luogo intriso di fascino e mistero sollecitando il mondo immaginario che si trova in ciascuno di noi. Non è un caso se, in seguito, Salvador Dalì elogierà il giardino come anticipazione del surrealismo.
Dopo questa singolare visita risaliamo in autobus per proseguire verso Civita di Bagnoregio, dove dovremmo arrivare per l'ora di pranzo. Qui faremo la nostra pausa pranzo.
Civita di Bagnoregio, una città situata sulla vetta di un'altura di tufo, è raggiungibile solo attraverso uno stretto ponte pedonale dal quale si gode di uno dei panorami più spettacolari di tutto il Lazio. Soprannominata la città che muore, per via della costante erosione delle rocce di tufo su cui si trova, questa cittadella a metà strada tra Orvieto e il lago di Bolsena ha origini etrusche e medioevali. Sospesa nel tempo e nello spazio, Civita di Bagnoregio è senza dubbio uno dei borghi italiani più belli e caratteristici.
Dopo una piacevole passeggiata attraverso la cittadina avrete del tempo a disposizione per girare da soli il borgo e fare delle foto bellissime. Sono molti gli angoli, i palazzi e i panorami da fotografare!
Alla fine ritorniamo insieme al nostro autobus per proseguire verso Orvieto, dove si trovano i nostri alberghi: l'Hotel Posta, l'Hotel Corso e l'Hotel Duomo. Segue check-in e sistemazione nelle camere. Il gruppo si ritrova per la cena all' Enoteca al Duomo.

 

MERCOLEDÌ, 3 MAGGIO 2023

La visita di con i muli Orvieto non può che cominciare dalla Piazza del Duomo, sulla quale si affacciano alcuni dei monumenti più importanti della città: tra questi i Palazzi Papali, in cui si trova il Museo Archeologico Nazionale. All'interno del museo è esposta una vasta ed importante collezione di reperti archeologici provenienti da Orvieto e dal territorio circostante: vasi, buccheri, bronzi e oggetti di uso quotidiano di epoca etrusca. Inoltre è allestita un’apposita sala con tutti i più recenti ritrovamenti provenienti dalle campagne di scavo presso il sito di Campo della Fiera, sito che molti studiosi concordano essere il Fanum Voltumnae, il santuario federale degli etruschi dove i rappresentanti delle dodici città della Lega Etrusca si riunivano in occasioni speciali.
Di fronte al museo si innalza verso il cielo la facciata del Duomo di Santa Maria Assunta. Il Duomo di Orvieto, una delle massime realizzazioni artistiche del tardo Medioevo italiano, costituisce un unicum che sfugge ad ogni semplicistica classificazione di stile. Al suo interno è possibile ammirare la bellezza della cappella di San Brizio, o cappella Nova, completata da Luca Signorelli.
Dopo la pausa pranzo ci attende una piacevole visita guidata, di circa un'ora, all'interno del Pozzo della Cava. Il percorso consente di conoscere i sotterranei di Orvieto, realizzati dagli antichi abitanti in circa 2500 anni di ininterrotti scavi. La particolare natura geologica del masso, su cui sorge la città, ha consentito agli abitanti di scavare un incredibile numero di cavità che si estendono, si accavallano, si intersecano al di sotto del moderno tessuto urbano.
L'ultima tappa della giornata è la seconda attrazione cittadina dopo il Duomo: il famosissimo Pozzo di San Patrizio, che si trova vicino al tempio etrusco del Belvedere. Vale inoltre la pena affacciarsi dalla rocca, dalla quale si può ammirare un suggestivo panorama su tutta la valle orvietana.
Il pozzo di San Patrizio, fatto scavare da papa Clemente VII che si era rifugiato ad Orvieto durante il sacco di Roma nel 1527, venne realizzato per garantire acqua alla cittadina in ogni momento dell'anno, in caso di calamità oppure per un prolungato stato di assedio. A sezione circolare, il pozzo è profondo sessantadue metri e largo tredici. Intorno alla canna del pozzo girano a spirale due scale a chiocciola progettate in maniera tale da correre sovrapposte l'una all'altra senza però comunicare tra loro: ciò serviva a far sì che le persone  che si recavano con i muli ad attingere acqua nel fondo del pozzo non intralciassero il cammino di chi, dopo essersi procurato l'acqua, stava risalendo in superficie.
Rientro in Hotel. Il gruppo si inconra di nuovo per la cena all' Enoteca al Duomo.


GIOVEDÌ, 4 MAGGIO 2023

Dopo aver fatto colazione in Hotel e successivo check-out prendiamo l'autobus per continuare il nostro giro dell'Umbria. La nostra prossima tappa è la Città ideale di Tommaso Buzzi, presso la Scarzuola, che si trova in località Montegiove nel comune di Montegabbione.
Secondo la storia, la Scarzuola deve il suo nome ad una capanna di scarza (paglia) che, secondo la tradizione, San Francesco costruì durante una delle sue peregrinazioni, sul punto in cui - dall'alloro e dalla rosa da lui stesso piantati - era miracolosamente sgorgata una fontana. In quel luogo venne edificata nel 1282 dal nobile Nerio di Bulgaruccio dei Conti di Montegiove una chiesa con un piccolo convento francescano.
Nell'abside della chiesa, dedicata alla Santissima Annunziata, è conservato un affresco della prima metà del XIII secolo, raffigurante san Francesco in levitazione. Si tratta di una delle prime raffigurazioni del santo, ancora fuori dai canoni dell'iconografia ufficiale.
Il convento, abbandonato dai frati nel Settecento fu rilevato da uno dei maggiori architetti italiani del Novecento, il milanese Tommaso Buzzi (1900-1981), che vi volle costruire, nel corso di una ventina d'anni una sua città ideale, incentrata su sette teatri e ispirata all'ideale umanistico della composizione armonica di natura e cultura. Il risultato è una costruzione surreale che racchiude la tradizione del sacro e l’innovazione del profano.
Il nostro tour sulle tracce di S. Francesco ci porta a proseguire verso Assisi. La città, che ha dato i natali a San Francesco e Santa Chiara, si è imposta all'attenzione mondiale come centro universale del messaggio francescano di pace e fratellanza.
Tra i numerosi monumenti che rendono Assisi una delle mete turistiche artisticamente più ricche, spiccano la Basilica di San Francesco, con la tomba del Santo e i capolavori di alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini, la basilica di Santa Chiara e la romanica cattedrale di San Rufino. La nostra visita però inizia nella piazza del Comune, dove si trovano il Palazzo dei Priori, il duecentesco Palazzo del Capitano del Popolo con la torre Civica e il cosiddetto Tempio di Minerva, l'edificio romano meglio conservato dell'intera regione, realizzato tra il 40 e 30 a.C.
Se rimane tempo visitiamo la superba Rocca Maggiore, che si trova appena fuori le mura a dominare la città di Assisi. È stata ricostruita nel 1367 dal Cardinale Albornoz su una precedente struttura (1174) di un antico castello feudale.
Alla fine della visita riprendiamo l'autobus per andare a Perugia, dove si trovano i nostri ultimi alberghi: l'Hotel Rosalba Perugia, l'Hotel Iris e l'Hotel Sant'Ercolano. Check-in e sistemazione in Hotel nelle camere. Il gruppo si incontra di nuovo per la cena alla Locanda del Bartoccio.


VENERDÌ, 5 MAGGIO 2023

Ad accoglierci stamattina davanti all'hotel ci sarà la nostra guida locale, con la quale faremo una bellissima passeggiata attraverso il centro storico di Perugia e con la quale visiteremo alcuni dei monumenti più belli ed importanti della città.
La nostra visita comincia in Piazza IV Novembre, dove si trova la Fontana Maggiore, realizzata tra il 1275 e il 1278 su disegno di Nicola e Giovanni Pisano. Alla fontana, divenuta il simbolo della città, venne affidato il compito di raccontare la fondazione mitica della città di Perugia e di rappresentare molti aspetti della vita delle persone comuni in epoca medievale. Posta su una gradinata circolare di marmo bianco e rosa, la fontana si eleva su tre livelli: una vasca di pietra più ampia ne contiene una più piccola e al centro di essa sorge una piccola vasca di bronzo da cui l’acqua zampilla.
La Cattedrale di Perugia è dedicata a San Lorenzo. La sua realizzazione durò oltre 150 anni, dal 1345 al 1490, anche se a lavori “ultimati” rimasero incomplete sia la facciata principale sia la fiancata che si affaccia su Piazza IV Settembre e che fa da sfondo alla Fontana Maggiore. Sulla facciata principale si apre un portale barocco del 1729, ma l’intera cattedrale è in stile tardogotico. In una delle cappelle della Cattedrale di San Lorenzo è oggi conservata una reliquia assolutamente particolare. Si tratta del Santo Anello, ovvero dell’anello che secondo la tradizione San Giuseppe donò alla Vergine Maria nel giorno del loro matrimonio. L’anello giunse a Perugia per un caso fortuito, anch’esso legato a una curiosa leggenda: Un commerciante della vicina Chiusi acquistò l’anello da un mercante ebreo. Un frate di Magonza lo rubò per portarlo con sé in Germania ma una nebbia prodigiosa lo bloccò a Perugia fino a che il frate non decise di affidare per sempre l’anello alla città e ripartire senza bottino.
In qualità di capoluogo, Perugia ospita la più ricca collezione d’arte della regione, ubicata nel Palazzo dei Priori. Nel museo possiamo ammirare anche opere di Piero della Francesca, Pinturicchio, Beato Angelico, Duccio di Buoninsegna e Perugino, praticamente opere che attraversano oltre dieci secoli di arte umbra e vanno dall’ottavo al diciannovesimo secolo.
Dal 4 marzo all’11 giugno 2023, in occasione del V centenario della sua morte, la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia celebra con una grande mostra, curata da Marco Pierini e Veruska Picchiarelli, Pietro Vannucci (1450 ca.-1523), il più importante pittore attivo negli ultimi due decenni del Quattrocento. L’esposizione, dal titolo “Il meglio maestro d’Italia. Perugino nel suo tempo”, intende restituire all’artista il ruolo che il pubblico e la sua epoca gli avevano assegnato, presentando i suoi maggiori capolavori, tutti antecedenti al 1504, nel momento in cui si trovava all’apice della sua straordinaria carriera.
Dopo la visita della mostra rientriamo in Hotel. Segue cena nella Locanda del Bartoccio.


SABATO, 6 MAGGIO 2023

La mattina, dopo la colazione (l'orario verrà comunicato in seguito) prendiamo l'autobus per il transfer all'aeroporto Fiumicino di Roma. La partenza del volo è prevista per le ore 13:25 (volo LH 233). Arrivo a Francoforte alle 15:20. Da Francoforte partiamo alle ore 17:00 (volo LH 148) e arriviamo a Norimberga alle 17:40.